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I colori del Toscana Pride alla conquista di Siena

Il 16 giugno la manifestazione contro l'omofobia e la discriminazione nella città del Palio. Attesi a migliaia anche da fuori regione

FIRENZE — I colori del Toscana Pride si preparano a invadere pacificamente Siena il 16 giugno. L’edizione 2018 della manifestazione è stata presentata nella sede della Regione Toscana, che patrocina l’evento. Slogan di quest’anno è ‘Per orgoglio e per amore’.

La partenza della parata è prevista alle 14.30 da piazza del Campo con arrivo alla Fortezza medicea con musica, carri e per la prima volta con il trenino delle famiglie arcobaleno per rispondere alle minacce del razzismo e del sessismo, ribadire la conquista della legge sulle Unioni civili e chiedere passi avanti come una legge contro i crimini d’odio e l'omofobia. 

"Noi continuiamo ad andare sulla nostra strada che non è così recente. Nel 2004 la Toscana è stata la prima regione ad approvare una legge contro le discriminazioni sessuali. Il segno di questo evento è la voglia di sentirsi parte della comunità", ha detto il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi. "Non capisco - ha poi aggiunto - questa nuova tendenza regressiva".

Sono 85 gli enti che patrocinano il Toscana Pride, sette province oltre alla Regione Toscana e ad altri comuni grandi e piccoli che sfileranno con i loro gonfaloni. Tra questi, per la prima volta, Siena che ospita l'evento. Assenti, tra gli altri, Firenze e la Città Metropolitana. Cento le associazioni che hanno aderito all'evento ribattezzato come una 'nuova primavera dei diritti' per contrastare la discriminazione e esaltare la diversità.

Sul manifesto dell’edizione 2018 del Toscana Pride, il palazzo pubblico e la Torre del Mangia nei colori arcobaleno per rispondere alle provocazioni, ribadire le conquiste già ottenute la volontà, hanno spiegato gli organizzatori, di mettere a tacere aggressività e violenza nei confronti di lesbiche, gay, bisessuali transgender e transessuali.

Oltre al patrocinio alla manifestazione, nell'arco dell'anno la Regione contribuisce a una rete nazionale che unisce le amministrazioni contro tutte le discriminazioni.

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