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Borghi parla, tempesta in Borsa sul titolo Mps

Le dichiarazioni del leghista Borghi ieri fanno fatto perdere al titolo l'8,8 per cento. Oggi due sospensioni e poi un leggero recupero

MILANO — Infuria la polemica politica sulle dichiarazioni del leghista Claudio Borghi Aquilini in merito a quanto prevede il contratto di governo M5S-Lega sul Monte dei Paschi (in pratica di "rivedere la mission dell'istituto in un'ottica di servizio", cambiando i vertici e ridiscutendo il piano di ristrutturazione in corso). Ieri le dichiarazioni di Borghi hanno fatto perdere al titolo della banca senese l'8,8 per cento. Un crollo che questa mattina ha portato la Borsa di Milano a sospendere ripetutamente le contrattazioni. Infine c'è stato un leggero recupero ma il titolo ha comunque perso un altro ma giornata è ancora lunga. 

"Borghi, per favore, taci! Fuori la brutta politica dalle banche. Ai parlamentari deve essere tolta l'immunità per reati che danneggiano società quotate in borsa - ha scritto su Fb il governatore toscano Enrico Rossi - Le parole di Borghi hanno fatto guadagnare molto qualcuno e hanno fatto perdere altri e lo Stato, cioè tutti noi. Io, che non ho l'immunità, non sono riuscito, nonostante le richieste al governo, ad ottenere in tempo l'intervento pubblico per evitare che il Monte finisse come è finito. Ma ora che l'intervento c'è stato e il Monte si sta riprendendo, la brutta politica con la sua brama di potere e di nomine stia per favore alla larga".

Di diverso avviso Buongoverno Mps, l'associazione di piccoli azionisti della banca.

"Ben vengano le affermazioni di Borghi, tanto bistrattate - ha scritto l'associazione in una nota - Non è il meno 8 per cento a spaventare noi piccoli azionisti quando anche con Padoan ministro abbiamo vissuto un meno 99 per cento senza poi addivenire a un profondo mutamento di governance e di vertici che invece auspicavamo. Occorre recuperare quei talenti sopiti in grado di far tornare la banca al servizio dell'economia reale e non dei potentati amicali come abbiamo visto in passato".

Dal canto suo Borghi non si pente delle sue esternazioni.

"Ma di cosa dovrei pentirmi? Queste cose sul Monte le ho sempre dette - ha dichiarato il responsabile economico della Lega a La Stampa - E' bene che certuni si abituino ad avere partiti che fanno quel che hanno promesso in campagna elettorale. Andreamo a Bruxelles e ridiscuteremo il piano di ristrutturazione della banca. Nel Consiglio regionale della Toscana abbiamo firmato mozioni sia contro la vendita del patrimonio artistico che delle filiali sul territorio. E ci tengo a ricordare che sia il Pd che il Movimento Cinque Stelle hanno spesso votato con noi. Ci sono Paesi nei quali lo sportello Mps ha il valore simbolico dell'ufficio postale".

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