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Onda arcobaleno, i cinquemila del Toscana Pride

Siena invasa da migliaia di persone per la grande parata "Per orgoglio e per amore". Appello a tutti i Comuni per riconoscere le famiglie arcobaleno

SIENA — L'onda arcobaleno è arrivata a Siena baciata dal sole estivo per travolgere pacificamente la città con la grande parata da piazza del Campo alla Fortezza Medicea. Fin dalla mattina sono comparse le bandiere arcobaleno, gli abiti sgargianti e i palloncini colorati. Novità di quest'anno, il trenino delle famiglie arcobaleno con a bordo sessanta bambini, per rispondere alle minacce del razzismo e del sessismo che pervadono la società. 

Un'invasione colorata al grido dello slogan scelto quest'anno: "Per orgoglio e per amore". Obiettivo, ribadire la conquista della legge sulle Unioni civili e chiedere passi avanti come una legge contro i crimini d’odio e l'omofobia. E poi, ovvio, anche divertirsi. In Piazza del Campo, tra palloncini e cori, anche un'enorme bandiera arcobaleno agitata come se fosse un colorato mare in tempesta sulle note di 'Bella Ciao'.

Al Pride ci sono anche il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi e la vicepresidente Monica Barni, accompagnati dal Gonfalone della Regione, oltre agli studenti delle tre Università toscane, a molti Comuni, insieme a associazioni di volontariato e movimenti di rivendicazione dei diritti delle donne. "Quest'anno la manifestazione acquista un valore particolare sia perché da un lato ci sono state conquiste importanti sul terreno dei diritti civili, sia perché non tutto si è conquistato e rimangono cose importante da fare - ha detto  Rossi - Come ogni conquista va consolidata per non vedere delle retromarce". Riferimento alle recenti dichiarazioni del ministro della famiglia Lorenzo Fontana sugli omosessuali: "Sì è una risposta al ministro Fontana e a tutti quelli che hanno paura, non bisogna averne. Se in una famiglia ci si vuol bene e c'è rispetto i figli crescono bene".

Alla manifestazione era presente anche Anna Paola Concia, assessore al turismo del Comune di Firenze. Una presenza, la sua, a titolo personale perché il Comune di Firenze è tra quelli che non hanno concesso il patrocinio.  "E' stata una scelta del Consiglio comunale", ha detto. Poi ha anche ricordato "che ieri il sindaco ha fatto una cosa importante. Il Comune di Firenze è molto friendly", in riferimento al riconoscimento dei figli di alcune famiglie arcobaleno.

Sul manifesto dell’edizione 2018 del Toscana Pride, il palazzo pubblico e la Torre del Mangia nei colori arcobaleno per rispondere alle provocazioni e ribadire la volontà di mettere a tacere aggressività e violenza nei confronti di lesbiche, gay, bisessuali transgender e transessuali. Da qui anche l'appello rivolto alla fine dai partecipanti al Toscana Pride: "Da Nord a Sud, in tutti i Comuni dobbiamo arrivare al riconoscimento per tutti i bambini" ha detto Laura Giuntini, referente per la Toscana delle famiglie arcobaleno. "Il Parlamento deve rendersi conto che il Paese è pronto e dobbiamo arrivare a una legge che dia il pieno riconoscimento alle nostre famiglie"

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