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Il Ministero dà l'ok al vincolo per le opere Mps

Madonna con bambino e santi di Alessandro Casolani

E' il vincolo proposto dalla Soprintendenza per tutelare le opere che la Bce aveva indicato come alienabili nel piano di ristrutturazione della banca

SIENA — Il Ministero dei beni culturali ha approvato il vincolo pertinenziale stabilito dalla Soprintendenza per le opere d'arte di proprietà del Monte dei Paschi che la Banca centrale europea aveva classificato come 'vendibili' all'interno del piano di salvataggio dell'istituto di credito. Si tratta in particolare delle opere esposte a Palazzo Salimbeni, a cui ora è stato imposto anche il vincolo di pertinenza alla Rocca, lo stesso sancito per la collezione di Palazzo Chigi-Saracini. Il vincolo di fatto non consente di allontanare dipinti e sculture da Siena.

"E' una nuona notizia - ha commentato il sindaco Bruno Valentini - E' però solo un primo atto che dovrà essere allargato il più possibile. Continuo a pensare che il diktat della Bce non doveva essere nemmeno accolto insieme ad altre pesanti prescrizioni legate all'accettazione del piano di ristrutturazione di Mps".

“Siamo piacevolmente sorpresi dall’attenzione riservata dal Ministero verso l’inestimabile collezione di opere d’arte del Monte dei Paschi - ha commentato il neoparlamentare della Lega Claudio Borghi - Tuttavia è doveroso attendere la conferma di tale approvazione e conoscere i dettagli del vincolo, in particolare quante e quali opere ne sarebbero interessate delle circa trentamila in possesso della Banca. Fa comunque piacere che a seguito di un interessamento di Sena Civitas a livello cittadino e della Lega in Regione Toscana, la Soprintendenza abbia sollecitato il Ministero a proteggere dalla voracità dell’Unione Europea - che ha chiesto le opere d’arte di MPS come garanzia per i crediti inesigibili - un patrimonio di ricchezza formidabile: se queste opere partissero da Siena andrebbero incontro a una drastica e fisiologica svalutazione, mentre ad oggi contribuiscono all’enorme patrimonio artistico unico al mondo che la città ha saputo produrre nei secoli e che nessun potere dovrà mai toglierle. Anche da Roma – conclude l’esponente leghista – continueremo a vigilare.”


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